DOPO LA PRIMA EUROPEA AD "IO, ISABELLA 2008"

Tuesday, 25 August 2009 00:00 administrator
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DOPOLA PRIMA EUROPEA AD "IO, ISABELLA 2008" MILANO OSPITA LA

SETTIMA EDIZIONE DEI MONDIALI DEI SENZA DIMORA

 



Ecco arrivare a Milano la realtà della World Cup dei senza dimora il cui documentario "Kicking It" scritto e diretto dalla brava Susan Koch è stato proiettato in Prima Europea ad Io,Isabella 2008.

(da Repubblica.it) - Quarantotto nazioni e 500 giocatori. Piccole grandi vicende dal passato. Michelle, convocata dal Brasile vero, la più fortunata. Ma il 77 per cento dei partecipanti ritrova la normalità.

di STEFANO SCACCHI


MILANO - Rifugiati politici che diventano calciatori professionisti, senzatetto che conquistano una maglia della Seleçao, Nazionali che si perdono nel nulla e squadre bloccate in aeroporti occupati. Sono le mille storie della Homeless World Cup, il Mondiale dei senza dimora, giunto alla 7a edizione, in programma a Milano dal 6 al 13 settembre. Sarà l'Arena Civica, lo stadio dove l'Italia giocò la prima partita della sua storia contro la Francia nel 1910, a ospitare la rincorsa al titolo delle 48 nazioni partecipanti che schiereranno circa 500 giocatori (si giocherà su campi di street-soccer da 22 metri per 16, gare 4 contro 4 con due tempi da 7 minuti).

Mancherà l'Afghanistan, campione in carica grazie al trionfo di un anno fa a Melbourne in Australia. I detentori pagano il grande clima di incertezza politica che avvolge la loro terra. Ci saranno invece tutte le altre squadre che hanno sollevato la coppa da Graz 2003 in poi: Austria, Italia (due successi), Russia e Scozia. E proprio in Scozia è nata l'idea di organizzare questa competizione (dal nord della Gran Bretagna proviene anche lo scultore che ha modellato il trofeo). Merito dell'imprenditore di Edimburgo, Mel Young, che nel 2001, insieme al socio Harald Schmied, iniziò a progettare questo Mondiale particolare. Da allora vengono lanciati progetti di solidarietà in tutti i Paesi invitati, all'interno dei quali gli homeless possono giocare a pallone e selezionare a poco a poco i rappresentanti che difenderanno i colori nazionali al Mondiale.

I protagonisti di questo torneo sono soprattutto venditori di giornali di strada, richiedenti asilo politico o persone alle prese con la lotta alla dipendenza da alcool o droga. Ma non manca chi si è ritrovato senza fissa dimora a causa di calamità naturali. "Nelle precedenti edizioni dei Mondiali gli Stati Uniti hanno schierato giocatori colpiti dall'uragano di New Orleans - spiega Alessandro Dell'Orto, presidente di Milano Myland, l'associazione che si occupa di promuovere il progetto Homeless World Cup in Italia -. E abbiamo cercato di coinvolgere nell'Italia rappresentanti delle zone terremotate dell'Abruzzo". Sullo sfondo di questa manifestazione, scorrono vicende di grande riscatto.

"Era commovente vedere gli afgani che l'anno scorso non mollavano un secondo la divisa della Nazionale, tanto era l'orgoglio di rappresentare il loro Paese", racconta Dell'Orto. E poi c'è la felicità di Abdoul Abass che, dopo aver preso parte alla Homeless World Cup da rifugiato politico della Costa d'Avorio, ora gioca con i dilettanti del Desio, in Lombardia. Meglio ancora ha fatto una ragazza brasiliana, Michelle, capace di meritarsi addirittura la chiamata della Seleçao ai Mondiali femminili organizzati dalla Fifa. Mentre un calciatore della Svizzera ha strappato un ingaggio da semiprofessionista nella Premier League australiana. E poi c'è un dato statistico davvero importante: il 77 per cento dei partecipanti a Copenaghen 2007 ha abbandonato la condizione di homeless. Questa kermesse sportiva, infatti, scatena un mix di orgoglio, senso di appartenenza e determinazione che spinge a un riscatto esistenziale. "E' proprio vedendo questi numeri che abbiamo deciso di concedere il nostro patrocinio e dare il nostro contributo concreto", spiega Ernesto Paolillo, ad dell'Inter, che sostiene la 7a Homeless World Cup insieme ai cugini del Milan. "Siamo felici di aiutare questa competizione che permette a tante persone di realizzare un sogno", aggiunge il direttore organizzativo rossonero, Umberto Gandini. Tra poco più di due settimane Milano sarà il palcoscenico di questi desideri. Sperando che non si ripetano alcuni romanzeschi inconvenienti del passato.

Ad esempio, la Costa d'Avorio che non riuscì a partire per Melbourne, bloccata al decollo dalle autorità del Paese africano per ragioni burocratiche dopo aver ottenuto visti e permessi. Il Kazakhistan, la cui corsa iridata si fermo all'aeroporto di Bangkok, occupato dai dimostranti tailandesi che avevano invaso per protesta lo scalo della capitale. O la Croazia, letteralmente sparita sulla strada verso l'Australia dodici mesi fa. Nessuno vuole perdersi il Mondiale che regala una coppa e rivoluziona la vita.

di seguito il trailer di Kicking It narrato da Colin Farrel (prima italiana Io, Isa 2008)


Last Updated on Sunday, 30 August 2009 14:38